Ripartizione bollette tra coinquilini: come dividere luce, gas e internet senza litigare
Un metodo semplice per dividere le bollette tra inquilini di camere e appartamenti condivisi: quote, periodi, chi entra a metà mese e come tenere tutto scritto.
Chi affitta camere lo sa: il problema non è la bolletta, è la divisione. Tre inquilini, uno arrivato il 20 del mese, uno che "ma io la lavatrice non la uso", una bolletta bimestrale che copre due composizioni diverse della casa. Questa guida propone un metodo che regge nel tempo, qualunque sia il numero di stanze.
Prima regola: decidere il criterio prima, non dopo
Il criterio di ripartizione va scritto nel contratto o in un accordo firmato all'ingresso. I tre più usati:
- Per teste: la bolletta si divide in parti uguali tra gli inquilini presenti nel periodo. Semplice, funziona nella maggior parte dei casi.
- Per giorni di presenza: ogni inquilino paga in proporzione ai giorni in cui ha abitato nel periodo della bolletta. Giusto per chi entra o esce a metà periodo.
- Forfait incluso nel canone: una quota fissa mensile per le utenze, con conguaglio annuale. Comodo per il proprietario, ma il conguaglio va comunque calcolato e spiegato.
Il metodo per giorni è il più equo e il più fastidioso da calcolare a mano. Con un foglio di calcolo si fa; con dieci camere e bollette bimestrali diventa un lavoro.
Il periodo della bolletta non coincide con il mese
Una bolletta del gas può coprire dal 14 luglio al 13 settembre. Se in quel periodo un inquilino è uscito il 31 agosto e uno è entrato il 1° settembre, la divisione "per teste" sbaglia. Serve leggere il periodo di fatturazione (è sempre indicato) e dividere su quello, non sul mese di arrivo della bolletta.
Cosa dividere e cosa no
- Luce, gas, acqua, internet: si dividono.
- Canone Rai (se in bolletta): dipende da chi è l'intestatario dell'utenza e da chi usa il televisore; va regolato per iscritto come le altre voci.
- Depositi cauzionali e morosità del gestore: non riguardano gli inquilini.
- Spese condominiali: dipende dal contratto; di norma gli oneri accessori a carico del conduttore vanno indicati esplicitamente.
Il caso "io non uso la lavatrice"
Non esiste un contatore per elettrodomestico. Il criterio scritto vince sulla percezione individuale: è il motivo per cui va deciso prima. Se un inquilino ha un consumo davvero diverso (una stufa elettrica in camera, un condizionatore portatile), l'unica soluzione seria è un accordo esplicito, ad esempio un forfait aggiuntivo.
Tenere tutto scritto: il registro delle bollette
Per ogni bolletta servono: fornitore, periodo, importo, data di scadenza, criterio applicato, quota di ciascun inquilino, stato del pagamento. Se queste sei informazioni stanno in un posto solo, le discussioni finiscono in due minuti: si apre il registro e si guarda. Se stanno tra WhatsApp, foto e memoria, ogni bolletta è una trattativa.
Come lo fa Locario
In Locario la bolletta si inoltra via email o si fotografa: i dati (fornitore, periodo, importo, scadenza) vengono letti in automatico e la spesa viene divisa tra gli inquilini che avevano un contratto in corso alla data della spesa: chi non c'era non paga, chi c'era paga la sua frazione. Ogni quota resta registrata con il suo stato, pagata o da pagare. Il registro è già fatto.
Prova Locario sulle tue camere. Contratti, scadenze, bollette lette dalle email e assistente AI. 14 giorni gratis, senza carta.
Vedi i piani